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Anche il Washington Post consiglia Linux

28
ott/09
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Washington PostOgni giorno che passa il sistema operativo del pinguino conquista sempre più utenti per le sue grandi qualità, tra cui sicuramente la sicurezza, la stabilità e il suo ottimo funzionamento anche su macchine datate.

Tale copiosità di pregi non può che comportare la riscossione di un numero impressionante di successi da parte di ogni qualsiasi sistema operativo basato sul kernel di Linus Torvalds, soprattutto negli ambienti importanti. È il caso di molte aziende del settore come Intel e HP.

Linux colpisce anche i giornalisti, che sempre più spesso lo citano nei loro articoli sulle testate giornalistiche più importanti, come dimostrano diversi tabloid inglesi, Newsweek e ora anche il Washington Post, uno dei quotidiani più importanti d’America.

Un articolo sul Washington Post infatti parla dei rischi che ci sono nel gestire il proprio denaro online, cosa che avviene sempre più frequentemente, per comodità o per altro.

Dopo aver descritto i pericoli del web tra phishing, truffe, malware e criminali del cyberspazio, la seconda parte dell’articolo si concentra su come evitare questi problemi: la soluzione consigliata è quella di usare Linux per evitare di essere infettati dai malware che girano su Windows e quindi tenere in proprio denaro al sicuro. L’autore dell’articolo fa poi una panoramica sulle distribuzioni più diffuse e più versatili, nominando Knoppix e Ubuntu.

Ecco dunque dimostrato che la notorietà della sicurezza di Linux può abbattere ogni pregiudizio che Microsoft si sforza di diffondere con la sua propaganda da quattro soldi.

Voi cosa ne pensate della sicurezza di Linux? Secondo voi l’articolo del Washington Post è da considerarsi un consiglio coscienzioso o una mera propaganda?

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In Finlandia la banda larga è un diritto del cittadino

19
ott/09
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Banda largaÈ inevitabile: quando il potere esecutivo in un paese funziona gli effetti sono sempre ottimi. Proprio in questi giorni infatti in Finlandia sono state varate nuove leggi che rendono di fatto la banda larga un diritto del cittadino, dimostrando di essere uno stato all’avanguardia e all’altezza di nazioni del calibro della Svizzera, che fornisce banda larga ai suoi cittadini già dal 1 gennaio 2008.

Da luglio 2010 dunque i cittadini finlandesi avranno diritto ad un minimo di 1 Mbps di banda, quantità destinata ad aumentare piano piano sino ad arrivare ai 100 Mbps, promessi entro il 2015. Tanto di cappello al governo finlandese, capace di fare leggi mirate ad agevolare i cittadini in tempo di crisi.

E ovviamente non posso esimermi dal fare un confronto con la situazione italiana: viviamo in un paese in cui la copertura della banda larga non è nemmeno completa, tant’è che ci sono ancora alcune persone costrette ad usare la connessione a 56 Kbps, inoltre dobbiamo pagare i provider profumatamente per connessioni lente, discontinue e spesso di banda inferiore alla quantità indicata nelle offerte promozionali. L’unico tentativo di garantire una connessione a tutti è stato fatto dal comune di Venezia, dove i cittadini possono usufruire di una rete wi-fi pubblica e gratuita. I 100 Mbps entro il 2015 possiamo soltanto sognarli!

Voi siete d’accordo con la decisione del governo finlandese? Vi piacerebbe una legge del genere anche in Italia? Sarebbe possibile realizzare un progetto del genere? Lascio a voi la parola.

Linux salva l’Australia dal buio

13
ott/09
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ElettricitàQualche giorno fa la rete elettrica australiana si è ritrovata a correre il rischio di restare al buio per chissà quanto tempo, se non fosse stato per il sistema operativo del pinguino.

È successo che un virus aveva infettato i computer Windows della rete informatica dell’ente che gestisce la distribuzione dell’energia elettrica in Australia, Aussie Electricity, preannunciando un evento catastrofico, vista la diffusione a macchia d’olio dell’infezione.

Tuttavia i tecnici sono riusciti ad impedire che il disastro avvenisse grazie ad un intervento tempestivo, con cui hanno sostituito le macchine Windows infette con macchine Linux immuni a quel tipo di infezione. La diffusione del virus è limitata ad un migliaio di macchine e la soluzione provvisoria adottata dai tecnici è quella di utilizzare i computer Windows gestendoli da remoto con le suddette macchine tramite X.

E ora come verranno ripristinate le mille macchine infette? Quali conseguenze ci saranno? Una cosa del genere potrebbe accadere di nuovo? Gli interrogativi sono tanti, vi invito a commentare per discuterne.

Visualizzare le anteprime dei documenti di OpenOffice in Nautilus

3
ott/09
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UbuntuChi usa Ubuntu lo sa: il gestore file Nautilus è un gran portento! Semplice, intuitivo e ricco di funzioni. Una comodità non indifferente è il fatto di poter visualizzare le anteprime dei file al posto delle icone, questo vale per le immagini, per i documenti in pdf e per i file di testo. Anche per la muysica, passando col mouse sopra l’icona, si può ascoltare il brano.

Tuttavia, per i file di OpenOffice non è possibile visualizzare una thumbnail, a meno di non mettere in atto una piccola procedura che ora vi illustrerò.

State a vedere: innanzitutto, installate Imagemagick:

sudo apt-get install imagemagick

E ora scaricate OOO Thumbnailer, non è altro che un pacchetto .deb da installare con un paio di click.

Quando avrete terminato l’installazione, riavviate Gnome (basta fare il logout e poi di nuovo il login) e riuscirete a visualizzare le thumbnail dei vostri file di OpenOffice, ecco un esempio:

ooothumbnailer-screen

Un bug svela le password sull’iPhone

24
set/09
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iPhoneI bug dell’iPhone non sono ancora finiti! Dopo le molteplici esplosioni, dopo il bug degli SMS, dopo il bug delle e-mail, ne spunta un altro, ancora una volta sulla versione 3.0 del firmware.

Questo sembra essere abbastanza serio e sfruttabile da chiunque abbia la forza di scuotere uno smartphone da qualche grammo.

Entrando nei dettagli, il bug rende tutte le password rivelabili attraverso qualche mossa molto semplice: per prima cosa si scrive una password, poi se ne cancella l’ultimo carattere, si scuote l’iPhone per un paio di secondi e dopo la comparsa di un avviso comparirà in chiaro il carattere precedentemente cancellato. Di seguito si ripete il procedimento per avere uno per volta tutti i caratteri della password.

Per fortuna il bug è stato risolto con il firmware 3.1 e la pericolosità, nonostante la gravità del bug, non è molto alta.

Tuttavia in rete c’è un filmato che mostra il bug in azione sul dispositivo, ve lo propongo qui di seguito.

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WGA di nuovo sotto accusa

13
set/09
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Windows XP Pirate EditionE così la pirateria sui sistemi Microsoft non è ancora stata fermata nonostante i molti accorgimenti che Microsoft usa sulle sue creature. Quella più nota è sicuramente il Windows Genuine Advantage (WGA), un sistema in grado di notificare all’utente che sta usando una copia contraffatta di Windows.

Microsoft ha sempre garantito che il software non ricavasse e immagazinasse dati all’insaputa dell’utente, tuttavia già nel 2006 si ritrovò in una causa proprio per il suo WGA, che fu accusato di gestire in qualche modo i dati personali degli utenti. Il tribunale di Seattle però archiviò il caso.

Ora a tre anni di distanza la storia ripete e Microsoft subisce di nuovo la stessa accusa di violazione della privacy, basata sul fatto che Microsoft maschera l’invio di dati da parte del software (indirizzo IP e altri dati che possono essere usati al fine di trovare informazioni sull’utente) come una procedura rivolta meramente alla sicurezza del computer in uso. In realtà la presenza del WGA impedisce qualsiasi aggiornamento mettendo a serio rischio la sicurezza dell’utente.

Certo, si tratta di software contraffatti, ma Microsoft dovrebbe adottare altri sistemi per arginare il fenomeno, ad esempio dotare i propri prodotti di misure anticracking, anziché mutilare le possibilità di un sistema operativo.

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Creare un account su iTunes senza carta di credito

24
ago/09
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Scaricare le applicazioni dall’App Store, non ha prezzo! O forse sì? Beh, certo che ce l’ha, per la maggioranza del software presente nello store. Avete mai provato a registrarvi all’App Store da un qualsiasi dispositivo portatile Apple? Se l’avete fatto, avrete sicuramente scoperto che non è possibile farlo senza immettere un numero di carta di credito.

Tuttavia, c’è un altro modo per ottenere un account sull’App Store senza essere costretti a fornire questa informazione (tra l’altro non tutti hanno una carta di credito).

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Ancora un altro bug sull’iPhone

22
ago/09
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iPhone hackingE siccome ogni software è affetto da bug e i problemi non finiscono mai, salta fuori un altro bug sull’iPhone. Sì, sempre il solito smartphone che producono a Cupertino, quella solita città californiana che viene citata ogni volta che si parla di Apple…

L’ultima volta che ne ho parlato si trattava di una vulnerabilità sfruttabile via SMS nella versione 3.0, stavolta la vulnerabilità riguarda le e-mail, ma è sempre la solita versione 3.0 ad esserne affetta.

Ebbene, grazie ad un video che sta facendo il giro della rete, si è scoperto che basta usare la funzione di ricerca dell’iPhone per leggere tutte le e-mail, comprese quelle eliminate dalla memoria del telefono.

Basta fare una piccola ricerca per trovare i messaggi eliminati (compariranno due volte), la prima volta l’iPhone si bloccherà e vi rimanderà alla home, la seconda volta potrete leggere l’intero contenuto del messaggio.

E se si rimuovesse il messaggio anche dal server di posta? Non cambierebbe niente, anche rimuovendo il messaggio dal server potrebbe comunque essere letto dall’iPhone.

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Nuove UI, vecchie somiglianze

17
ago/09
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OpenOffice.orgÈ tempo di preparativi per una nuova versione di OpenOffice.org, dunque gli sviluppatori hanno iniziato a darsi da fare per rendere questa suite da ufficio leader in questo settore di software. Inutile dire che il nemico da battere è Microsoft Office, ma più che batterlo, qui lo si sta imitando.

Il perché è presto detto: basta guardare l’interfaccia grafica della prossima versione di OpenOffice per rendersene conto.

Un SMS per bucare l’iPhone

7
ago/09
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iPhone hackingCharlie Miller, ricercatore informatico, ha scoperto una vulnerabilità molto pericolosa che colpisce tutte le versioni di iPhone OS, dunque tutti i modelli in commercio.

L’attacco è un perfetto esempio di hijacking, in quanto le conseguenze possono essere la registrazione di conversazioni, invio di log o di password, cambiamento dei parametri di configurazione dei servizi dello smartphone e altro ancora, tutto tramite un semplice SMS creato apposta per questo scopo e contenente uno specifico codice binario, che può far compiere questo tipo di operazioni senza il permesso dell’utente e senza che egli se ne accorga.

Per fortuna non è così semplice eseguire l’attacco: l’hijacker di turno deve inviare oltre un centinaio di SMS prima che venga riconosciuto il codice malevolo come eseguibile e prima che esso venga eseguito. Tale attività sospetta potrebbe saltare all’occhio dell’utente che potrebbe adottare qualche precauzione di sorta, ad esempio spegnere il cellulare e rivolgersi all’assistenza.

Apple ha interrotto l’imbarazzante silenzio dando una risposta soltanto molti giorni dopo, con il recente rilascio del firmware 3.0.1, che ha risolto la vulnerabilità. Si raccomanda quindi di aggiornare l’iPhone a questa versione per evitare spiacevoli sorprese.

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