Upgrading Life.. #1: scrivo per MelaBlog.it
feb/101
Ma guarda te se devo perdere mezz’ora per trovare un’immagine di un ufficio decente.. Perché? Perché il mio non è il massimo al momento e non mi va di fotografarlo.. Perché proprio l’ufficio? Eh…
Comunque, torniamo seri. Dato che il target di AC Magazine è cambiato negli ultimi tempi, da sito con la pretesa di diventare un grande portale in due secondi a blog personale del sottoscritto (con qualche collaborazione di alcuni utenti..), ho deciso di creare una nuova categoria: iLife, in cui vi parlerò degli affari miei? Non v’interessa? Leggetevi qualche altro post.
Non è la sola novità: da oggi iniziamo una serie, si chiama Upgrading Life. Di quali affari miei parleremo in questa serie lo saprete man mano che arrivano le cinque puntate.. Oh, ca$$o, vi ho già detto che sarà in 5 puntate.. Vabbè, comunque parleremo di avvenimenti che miglioreranno la mia vita personale, alcune in via definitiva, altre temporaneamente. Tutti avvenimenti legati al compimento del mio diciottesimo anno di età (ok, altre erano possibili già da prima, ma la burocrazia da seguire era molto più lunga..)
Questa è la prima puntata. Era da tempo che volevo fare un salto di qualità nella mia vita giornalistica, se così la possiamo definire.. Non che MegaLab.it fosse un brutto posto, anzi, è stata ed è ancora una magnifica casa, una seconda famiglia per me. Comunque, dai primi di febbraio sono un articolista di MelaBlog.it, il famoso blog dedicato al mondo della mela. Lì potrete leggermi quotidianamente.
E qui? Beh, sto (finalmente) cercando di pianificare le mie giornate anche per riuscire a trovare un un po’ di tempo al giorno per scrivere qui… Anche perché, se non lo faccio, mi ritroverò sommerso dagli impegni… Speriamo in un miglioramento.. Vabbè.. per ora è tutto, saluti ed alla prossima!
iPad: le solite storie..
gen/1013
E’ domenica. Fuori c’è un mucchio di neve ed io sono qui, in ufficio, che gioco con Mother (ma va? eh, si, ma quando mi faccio prendere la mano non riesco a smettere…).
Finché aspetto che rootbreaker mi forzi l’accesso verso qualche server dentro cui dovrò rubare/cancellare/caricare qualche file (dannate sottoscrizioni, lol), mi faccio un giretto nei soliti social network e nei vari blog che seguo. Inutile dire che l’80% di quest’ultimi parlano dell’iPad.
Ma.. che cos’è l’iPad? E’ il gioiellino che vedete qui sopra. Il tablet di Apple, che ormai si è guadagnata il titolo di pioniera nel campo dei dispositivi mobili multi-touch. Non c’è bisogno di strani aggeggi per farlo funzionare, l’iPad, basta un dito.
La batteria dure ore, addirittura giorni in stand-by. Per non parlare del software, eccezionale. Mi piacerebbe provarlo e, se fossi abbastanza ricco, l’avrei già prenotato per acquistarlo. Nella realtà, però, non so se potrò permettermelo. Se volete leggervi tutto riguardo iPad, fatevi un giro sul sito Apple, ITA e USA.
Giocare all’hacker con Mother…
gen/104
Eh si, ogni tanto anch’io utilizzo il computer per giocare. Un po’ di svago dopo tanto lavoro, non può che fare bene. Uno dei miei giochi preferiti è Mother, che permette di impersonare un giovane hacker che si farà strada nell’Underground per combattere prepotenti e difendere la libertà.
Per completare il gioco e diventare il paladino del Network bisogna usare logica ed astuzia ed imparare a violare i server più disparati utilizzando vari strumenti. Se volete leggere una recensione su questo fantastico gioco, vi consiglio quella pubblicata tempo fa su MegaLab.it, “Con Mother si cracca per gioco“.
Purtroppo, Mother 1.0 è disponibile solo su Windows, in quanto il creatore del gioco ha utilizzato un framework, GameMaker, utilizzabile solamente su sistemi operativi Microsoft. La prossima versione, Mother ZerOS, attualmente in sviluppo, sarà invece multi-piattaforma (Windows, Linux e Mac). Potete scaricarla già da ora, in versione alpha.
Non appena lo finisco, mi dedicherò a Slackware, distribuzione che vorrei provare da diverso tempo. Per ora, torno a giocare, alla prossima!
L’iMac costa sensibilmente di piu’ rispetto ai PC Windows???
gen/100
Stavo leggendo una recensione del nuovo iMac su un noto magazine Mac, rivista che leggo molto volentieri e che trovo ottima (tranne qualche ca$$ata come questa che sto per raccontarvi), quando la mia attenzione si sofferma su una frase alquanto sconcertante.
“Volendo trovare un difetto, a parte le ovvie considerazioni sul prezzo sensibilmente più alto rispetto ai PC Windows [...]“
Mi immagino le facce di molti Mac-user, piene di terrore e sgomento per tale affermazione. E, detta da una rivista Mac, fa riflettere su chi ha scritto tale boiata.
Qualcuno si chiederà che c’è di male in quella frase, è la verità e bla bla bla. Beh, che ci crediate o no, l’iMac NON PUO’ essere paragonato al 98% dei PC in commercio. Perché? Hey, ma ce l’avete presente la differenza tra un iMac e un PC? Eccola.

Il 2010 sta arrivando…
dic/092
Buonasera a tutti i visitatori,
quei pochi visitatori che continuano a seguire questo blog (direttamente o via feed rss) e che, ahimè, hanno notato la scarsità di contenuti che ha dominato la politica editoriale di questi mesi.
Ho iniziato a scrivere questo post alle 22.24 di giovedì 31 dicembre 2009, praticamente all’alba del 2010. Con il presente, intendo innanzitutto sincerarmi che abbiate trascorso un buon Natale (sono arrivato in ritardo per gli auguri) ed augurarvi un felice anno nuovo.
Poi, intendo annunciarvi che ho intenzione di rinnovare lo spazio web per un altro anno. Con HostingVirtuale.com mi sono trovato molto bene e quindi credo che rimarremo qui per un altro anno. Comunque, nel caso inizino a sorgere problemi con lo spazio (troppo piccolo o quant’altro), procederò con l’upgrade ad un piano di hosting superiore.
Proseguendo con gli annunci, credo di potervi dire che la pubblicazione degli articoli ritornerà a regime verso la metà di Gennaio, giusto il tempo di abituarmi al ritmo scolastico mischiato all’attività giornalistico-redazionale (spero in una redazione che paghi gli articolisti, ve ne parlerò in seguito) e alle lezioni di teoria/pratica alla scuola guida (anche di questo ve ne parlerò nei prossimi giorni).
Insomma, per me si prospetta un 2010 ricco di novità, eventi ed emozioni, non solo nel campo lavorativo. Credo sarete obbligati a seguirmi, se vorrete conoscere tutti i particolari.
Ma.. vi chiederete: “Che ca**o hai fatto in questi ultimi tempi che sei sparito?” Beh, sono stato impegnato in varie cose, dalla recitazione in uno spettacolo al giocare col mio nuovo MacBook (si, vi parlerò anche di questo). Insomma, mi sono divertito anche se un po’ mi mancava questo blog in cui racconto le mie avventure. E voi?
Bene, ho scritto anche troppo (prolisso come al solito.. -.-). Vi lascio ai botti di capodanno e vi auguro un felice anno nuovo.
eDog
Trent’anni di mouse..
ott/091
Torniamo in tema Vintage per proporvi un’immagine che riassume i trent’anni del mouse, il dispositivo di puntamento per computer più famoso al mondo. Nato dai vivai laboratori Xerox e subito adottato da Apple per Lisa e Macintosh, poi utilizzato da altri sistemi operativi conosciuti a livello mondiale (un esempio? Windows).

Da notare il mouse monotasto di Apple, unica soluzione della Mela per i suoi Mac fino a qualche anno fa, il “Microsoft Gamer Mouse” che altro non sembra se non una portaerei e le varie alternative proposte nel corso degli anni sempre da Cupertino. Le più importanti sono la tecnologia multi-touch presente sui più recenti MacBook Pro e MacBook Air e su iPhone ed iPhone OS.
Real Drums, suonare la batteria con iPhone
ott/091
Salve a tutti, oggi vi vorrei segnalare un’interessante applicazione per iPhone OS (iPhone ed iPod Touch). E’ la prima volta che lo faccio, credo perché non ho un iPhone, ma c’è sempre una prima volta ed eccola qua.
Il software si chiama Real Drums e, come molti di voi avranno capito, permette di “simulare” una batteria nel melafonino e di poterla suonare semplicemente facendo tap sui vari componenti dello strumento.

Evoluzione grafica dei sistemi operativi. Windows e Mac OS
ott/092
Tra i miei feed ho trovato due interessanti post che vorrei segnalarvi, entrambi riguardanti l’evoluzione dell’interfaccia grafica dei due sistemi operativi più utilizzati (a mio avviso): Windows e Mac OS. Il primo lo possiamo riassumere in un’immagine:
Per vedere l’immagine alla massima risoluzione fate click col tasto destro sulla stessa e selezionate l’opzione per aprire il collegamento in una nuova finestra.
Da notare due cose: la prima è la scarsa presenza di colore nel Mac OS 7.5 (quando ancora si chiamava System 7). La seconda è di carattere storico: se ci concentriamo sulla prima parte dell’immagine (da Win95/Mac OS 7 a Win2000/Mac OS 9) notiamo che i sistemi più popolari e famosi erano quelli sviluppati da Microsoft, in particolare Windows 98 e 2000, l’apice della carriera Windows negli anni ‘90. Apple, invece, era impegnata a sbarcare il lunario e pensare come produrre un sistema evoluto spendendo poco e impiegando poco tempo.
Apple e la community open source…
ott/095

In questi giorni, una news scritta per MegaLab.it mi dà l’opportunità di scrivere una mia piccola riflessione qui su AC Magazine. La news in questione è “Richard Stallman attacca Apple e Snow Leopard“, in cui, in sostanza, scrivo dell’ennesima critica del padre del software libero verso Apple ed il mondo del software proprietario.
Mentre scrivevo, non ho potuto fare a meno di pensare: “Ma Apple, quanto collabora con la comunità Open Source?“. In molti eventi Cupertino ha presentato software o tecnologie poi rilasciate sotto licenza open. A cominciare dall’ultimo arrivato, Grand Central Dispatch, “l’algoritmo” che Snow Leopard usa per gestire dinamicamente i processi di un’applicazione, i cui sorgenti sono pubblici. Passiamo poi all’importante Darwin, la base di Mac OS X, anche questo scaricabile direttamente dal sito Apple, e altrettanto liberamente modificabile e ripubblicabile. E, per finire, anche WebKit: il famosissimo motore di rendering open source, derivato dall’incredibile KHTML.
Molti nella rete sono dell’opinione che Apple sia una “sfruttatrice” di software open, nel senso che prende programmi liberi, li modifica a suo piacimento (e fin qui sono nel giusto) ma che poi li includono in altre applicazioni chiuse oppure, nel caso questi fork vengano rilasciati con licenza libera, che la collaborazione che Apple da alla comunità sia pari a zero.
Prendiamo dunque i tre progetti che vi ho elencato sopra (GCD, Darwin e Webkit) e vediamo quanto Cupertino collabori col mondo open source.
Come funziona un display OLED? Arrostendo un cetriolo
ott/092
Ho trovato questa “perla di saggezza” girovagando tra i miei feed che, per la cronaca, stavano a 3000+ qualche giorno fa e che ora sono ritornati sotto al “livello di guardia”. Tra l’altro, dovrei decidermi a segare dalla lista delle mie fonti tutti quei siti che sfornano 30+ contenuti al giorno, onde evitare di trovarmi con l’acqua alla gola feed fin sopra ai capelli ogni volta che mi prendo un giorno di pausa. Ma, torniamo ai display OLED.
OLED sta per Organic Light Emitting Diode, sono semplici LED (diodi che emettono luce) il cui conduttore è materiale organico. Quando la corrente passa per questi speciali LED, cariche positive e negative si scontrano ed il risultato si chiama fotone: energia luminosa. Ecco, immaginatevi milioni di questi diodi dentro ad uno schermo, ed avrete, con abbondante colla vinilica, il vostro monitor OLED fatto in casa.
Vladimir Bulovic, unn professore del MIT, il prestigioso Massachussets Istitute of Technology, ha voluto realizzare un esperimento per dimostrare il funzionamento della tecnologia OLED semplicemente.. fulminando un povero cetriolo.
Come vedete, il cetriolo, che si sente come un povero condannato sulla sedia elettrica, s’illumina (e arrostisce) al passaggio della corrente elettrica. In teoria, qualsiasi materiale organico funziona, anche se vi sconsiglio di provare con un dito: magari s’illuminerà, ma dubito che potrete continuare ad usarlo.
Buona visione e alla prossima!



