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Come sarebbe un PC con 24 dischi SSD?

23
mar/09
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Come sarebbe un PC con 24 dischi SSD? E se sono addirittura in RAID? La risposta è: una bestia per computer!

Da qualche settimana abbiamo cominciato a dispensare consigli su come effettuare un ottimo upgrade del sistema senza incappare in ulteriori e non previsti colli di bottiglia. Il classico esempio è l’upgrade della memoria RAM, che se non eseguito correttamente, fa più danni che pregi.

C’è però un componente dei nostri computer, ormai diventato indispensabile e immancabile, che da solo genera il più grande collo di bottiglia di tutta la macchina, qualsiasi sia la sua capienza o costo: l’hard disk.

Perché? Semplice, è un dispositivo elettromeccanico, che come dice il nome, non è composto di sola elettronica, bensì esistono ancora nei moderni dischi alcune parti in movimento (meccaniche, appunto) che effettuano il vero e proprio lavoro sporco. Sono le amate e odiate testine, che vanno su e giù per i dischi nell’hard disk (ce n’è ovviamente più di uno)  con un motorino e registrano grazie a un procedimento meccanico le sequenze di 0 e 1 dei nostri file.

Ora, secondo voi è più veloce l’accesso e la scrittura di dati su componenti interamente elettronici, o su quelli elettromeccanici. Provate a pensarci: in un hard disk, il motorino deve alzare/abbassare le testine (i dischi all’interno sono disposti in pila), quest’ultime devono spostarsi verso il settore desiderato (impostato dal kernel del sistema operativo, di norma, e vedremo in articoli successivi le eccezioni a questa regola) e con una punta che sfiora appena il disco trasferire elettromagneticamente i nostri dati.

In un circuito elettronico, tutto questo lavoro è svolto completamente dal passaggio della corrente elettrica (in realtà non funziona proprio così, ma semplifichiamo un attimo le cose), che è sempre più veloce di tutto quel movimento che deve accadere in un disco rigido.

Ok, tutta questa introduzione per dire cosa? Semplice, per dire che la soluzione a questo problema esiste eccome e sono i famosi dischi allo stato solido (o SSD) che non hanno più parti meccaniche ma solo elettroniche, e lavorano sul principio della memoria Flash.

Ecco un video dimostrativo realizzato dai ragazzi di Samsung SSD:

Ventiquattro dischi SSD in RAID, e avete visto che genere di prestazioni offrono, eliminando tutti i colli di bottiglia di un normale HD elettromagnetico. Avvio di applicazioni più reattivamente e una maggiore resistenza ai danni (se vi cade un hard disk potete dirgli addio, e non potete aprirlo, sono sotto-vuoto).

I difetti? I dischi SSD sono ancora molto costosi, e la loro capienza è decisamente minore di un normale disco rigido.

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Commenti (3) Trackback (0)
  1. AndreaAndrea
    18:30 on 23 marzo 2009

    o.o 2gb al secondo mamma mia, avessi qualche soldino in piu melo farei anche io un pc così XD

  2. Giovanni
    18:25 on 25 marzo 2009

    Complimenti per l’articolo e per il sito. Sono davvero così veloci le SSD? Che io sappia, quelle a costi accessibili non sono così veloci e poi la cosa più antipatica (e per nulla trascurabile) sono i cicli di riscrittura. Dopo un certo numero di scritture la SSD muore e se si pensa a un uso continuo del disco il periodo può anche essere molto breve, ahimè. Dovremo solo aspettare che l’evolversi della tecnologia elimini questo difetto, ma non credo si possa.

  3. eDogeDog
    14:08 on 26 marzo 2009

    Ciao Giovanni,

    la velocità c’è senza ombra di dubbio. La mancanza di parti in movimento si sente eccome.

    I difetti dei dischi SSD sono appunto il rapporto capienza/prezzo e come hai sottolineato, lo stesso difetto delle memorie Flash. Dopo un po’ di riscritture, bye bye a tutto il disco.

    Concordo con te, non ci resta che aspettare che l’efficenza degli SSD venga aumentata (e quindi che il numero di cicli di riscrittura aumenti), o nell’implementazione di una nuova tecnologia (magari derivata) che risolvi il problema.

    Ciao.

    P.S. Un membro di KDE Italia, quale onore! :D

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