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Un progetto per migliorare l’usabilità di Ubuntu

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giu/09
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Ubuntu

Come molti sanno, la distribuzione Linux Ubuntu è finanziata da una società che promuove software libero: Canonical LTD.

Dal 2004, anno di esordio della distribuzione, il contributo di Canonical è stato fondamentale, fino a far diventare Ubuntu una delle distribuzioni migliori, più usate e più conosciute.

Ciò è stato possibile grazie al fatto che gli sviluppatori della società hanno fatto di Ubuntu un sistema operativo semplicissimo da usare, rendendolo più abbordabile anche a chi non è molto esperto e a chi non ha voglia di smanettare davanti ad un computer per far funzionare la connessione ad Internet o la periferica che ha appena collegato.

Canonical però non si è fermata soltanto a questo: nel corso degli anni ha sviluppato tanti altri progetti collegati ad Ubuntu, con lo scopo di migliorare la distribuzione stessa, ad esempio il recente servizio Ubuntu One. Si è inoltre impegnata a rilasciare ogni 6 mesi una nuova versione di Ubuntu, con novità finora sempre apprezzate e che non hanno mai deluso gli utenti. Attualmente è disponibile la versione 9.04, chiamata Jaunty Jackalope, ma a ottobre sarà disponibile la versione 9.10, detta Karmic Koala.

Proprio in questa versione di ottobre, Canonical sta investendo tutte le sue forze, tanto da fondare un nuovo progetto mirato a migliorare l’usabilità di Ubuntu curandone i dettagli: si tratta di One Hundred Paper Cuts.

Il progetto coinvolgerà tutte le comunità del mondo dedicate a Ubuntu, che invieranno suggerimenti e codice sorgente di applicazioni per migliorare alcuni aspetti grafici del sistema, in modo da rendere l’interfaccia più gradevole e più usabile.

È quasi certo che la maggior parte delle attenzioni saranno dedicate al file manager ed al desktop.

Per chi, come me, usa Ubuntu da tempo queste modifiche potranno sembrare irrilevanti e contare ben poco ai fini del funzionamento della distribuzione, ma per i nuovi utenti che si affacciano a Ubuntu o, più in generale, a Linux, sono dettagli molto importanti.

È quindi chiaro lo scopo che Canonical vuole raggiungere con questo progetto ed il rilascio della prossima versione: aumentare il numero di utenti, sperando che questi provengano dai sistemi Microsoft e non siano la solita cerchia ristretta di utenti che hanno già usato Linux in passato.

Le promesse sembrano ottime e l’affidabilità di Canonical è ormai una garanzia, secondo me questo progetto darà i risultati sperati rendendo portando Ubuntu ancora più in alto di quanto già non lo sia ora nel panorama dei sistemi operativi.

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Commenti (6) Trackback (2)
  1. eDogeDog
    18:06 on 24 giugno 2009

    Come ossessione all’interfaccia grafica, Mark “Lavoro con lo spazio” Shuttlework è secondo solo a Steve Jobs, ma fa bene.

    L’unica cosa su cui sbaglia è quella di accanirsi con un ambiente desktop, GNOME, che negli ultimi tempi è diventato la quasi-fotocopia di Mac OS X e Aqua.

    http://telperion.wordpress.com/2009/04/07/scopri-la-differenza/
    http://telperion.wordpress.com/2009/04/07/sopri-la-differenza-difficile/
    http://telperion.wordpress.com/2009/04/09/scopri-la-differenza-one-more/
    http://telperion.wordpress.com/2009/04/14/indovina-cose/

    Tanto per citarne alcuni che avevo sottomano.

    Ora, se Canonical vuole finanziare e migliorare GNOME è libera di farlo, ma se vuole veramente puntare su un qualcosa di innovativo, allora le consiglio l’accoppiata Qt + KDE, che ora ha relegato in uno sgorbio di nome Kubuntu.

    Pensate, quella distro, secondo Canonical ovviamente, non è nemmeno degna di avere il nome “Ubuntu”, quasi fosse di serie B.

  2. Barra
    06:15 on 25 giugno 2009

    @eDog
    Penso invece che la scelta di appoggiare Gnome sia la cosa giusta. Gnome = OSX perchè hanno copiato nel pannello dell’audio mettendo i selettori del volume in orizzontale? Beh scusami ma mi sembra eccessivo.

    Stai seguendo l’evoluzione che porterà a gnome3? gnome-shell e zeitgeist sono qualcosa di davvero nuovo e usabile. GTK che puntano ad integrare clutter (gnome3 farà già un grande uso di clutter, nonostante l’integrazione in gtk arriverà solo + avanti) è una bella evoluzione, soprattutto visto l’utilizzo molto moderato (e intelligente) che se ne fa in gnome-shell.

    Kubuntu aveva uno sviluppo + lento, è vero. Però Canonical ha assunto vari sviluppatori KDE e ora ho letto da + parti che è la miglior implementazione di KDE4.2 attualmente disponibile.

    Per finire: C’è un motivo se TUTTE le distro enterprise sono basate su gnome (RHEL, SUSE che a differenza di opensuse monta come DE predefinito gnome ecc). In gnome non si butta via mai nulla. Portare un applicativo da qt3 a qt4 significa riscriverlo quasi da 0 (guarda le difficoltà di amarok e k3b). GTK ha una lenta e costante evoluzione, certo spesso bisogna mettere mano al codice per mantenere la compatibilità ma sono quasi sempre cose di poco conto (vedi il passaggio da gnome-vfs a gvfs) e soprattutto qualunque libreria prima di essere abbandonata viene affiancata per lungo tempo da quella che ne prenderà il posto, lasciando agli sviluppatori il tempo che serve per le modifiche.

    Tornando all’argomento del post: trovo questa scelta molto intelligente e spero le modifiche vengano poi portate in debian (o ancora meglio messe nelle mainline dei singoli progetti) e che si possa ripetere in futuro (di problemi del genere ce ne sono molti + di 100).

  3. Alessandro NeRON Lorenzi
    09:15 on 25 giugno 2009

    assomiglia a osx? e kde? assomiglia a windows…
    allora perché non usare fluxbox???… ah… parecchia gente non capirebbe un cavolo….

  4. eDogeDog
    13:37 on 25 giugno 2009

    Barra,
    sto seguendo le evoluzioni di Gnome e devo dire che sono novità piuttosto interessanti quelle che hanno messo sul piatto gli sviluppatori.

    Non si sa però se arriveranno con Gnome 3 o Gnome 3.1, 3.2 eccetera, come con KDE.. la 4.0 era uno schifo, e il supporto Akonadi – Nepomuk è arrivato solo nella 4.2, anche se non ancora del tutto messo a punto.

    Le distro enterprise sono tutte basate su GNOME perché è più stabile dal punto di vista del codice, KDE è ancora in sviluppo. E’ usabile, ma è ancora in sviluppo.

    Non solo, Novell preferisce GNOME perché fa affari con Mono e Gtk#, e creare applicativi gtk con mono da usare su un ambiente kde non è molto azzeccato, no?

    E’ anche vero che il porting qt3 – qt4 è difficile, come è anche difficile il porting dal Classic di OS 9 al Cocoa di OS X, e come cambiamenti e rivoluzioni siamo lì, le qt3 sono diverse dalle qt4, non a caso il team di kde ha preferito creare una versione del de scritta da zero.

  5. Barra
    17:46 on 25 giugno 2009

    Gnome-shell sarà già disponibile in 2.28 (quindi Karmic koala) e quindi non mi preoccupo. Zeitgeist è molto indietro ma python in questo aiuta. La roadmap di gnome3 a differenza di quella di kde4 è sobria, minimalista (per tanti troppo minimalista) e INTELLIGENTE! Invece che creare un Gwin hanno preso clutter, adotteranno webkit (trovo stupida la scelta degli sviluppatori di konqueror di continuare a sviluppare khtml) e molta altra roba nata ‘fuori gnome e GTK’. KDE mi sembra un pò ‘razzista’ nei confronti di tutto quello che non arriva dal loro gruppo.

    Sulle distro enterprise è sempre stato così, già ai tempi di kde3 e non cambierà nulla con KDE4 ne con l’arrivo di gnome3 (che cmq sarà incluso nelle distro enterprise solo con il 3.qualcosa). Novell è poi l’azienda che forse investe di + nello sviluppo di kde4 (stranamente) e che lavora di più sulle ottimizzazioni della loro distro free.

    I difetti del mondo linux sono poi imho legati alla scarsa comunicazione tra applicativi. provate con osx ad aprire una foto con un programma, trascinarla su un editor di testi e magicamente sarà integrata nel documento, impensabile con gimp+oOo. E di esempi del genere ce ne sono a migliaia!

  6. eDogeDog
    18:07 on 25 giugno 2009

    Mah, credo che la politica di KDE sia quella di “abbiamo costruito tutto da soli, e da soli andremo avanti”, non so se mi spiego. Non è razzismo, se gli sviluppatori si trovano meglio creando da se tutto ciò che serve invece di utilizzare software già fatti, che continuino pure così.

    Comunque concordo pienamente sulla scarsa comunicazione.. non solo tra semplici applicativi, ma anche tra ambienti differenti.. Risulta impossibile fare un drag’n'drop dal programma che gestisce gli archivi su GNOME per esempio verso Dolphin..

    Finché succede ad utenti smaliziati o smanettoni non è grave, ma nei novizi la cosa incide e parecchio nella loro opinione che si fanno sul mondo Linux..

    Mentre invece, come hai già detto, su OSX basta trascinare un’immagine DAL DOCK verso Pages (il programma di videoscrittura della suite iWork) et voilà!

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